Migrazioni, didattica dell’integrazione e Costituzione

Il Centro studi per la Scuola Pubblica, CESP, istituzione creata dal sindacato COBAS-Scuola  per svolgere ricerche e attività formative per gli insegnanti e il mondo della scuola, ha organizzato a Lucca, il 6 dicembre 2018 questo incontro (VAI ALLA LOCANDINA)  per impostare un discorso ampio sul tema. Il tema delle migrazioni da argomento fortemente politicizzato e al centro delle campagne elettorali degli ultimi anni che hanno strumentalizzato un fenomeno epocale deve diventare quello che è, ovvero un dramma, con cause socio-economiche ben precise che coinvolge tutti noi. Partendo dalla creazione anche giuridica del ”nemico”, con leggi e decreti mai legati ad effettive urgenze e parallelamente con uno sdoganamento di temi e linguaggi tipici del periodo dei totalitarismi e nazionalismi degli  inizi del secolo scorso, l’Europa ha alzato una barriera razzista senza precedenti. La scuola, luogo non più centrale ma pur sempre importante più che altro per la quantità di ore che coinvolge volenti o nolenti i nostri giovani, può ancora fare qualcosa: può analizzare nel dettaglio le leggi recenti che di fatto creano clandestinità, può analizzare in classe i dati sui reati riconducibili o meno all’immigrazione, i dati sulla cosiddetta invasione e tentare di smontare miti e fake-news in cui sono immersi i giovani e ovviamente gli adulti che a volte amplificano le notizie attraverso le paure personali, ataviche, gli istinti primordiali di autoprotezione. Dai dati, dalle esperienze vissute nelle missioni umanitarie come quelle della nave Aquarius, i docenti presenti hanno potuto condividere una proposta di format didattico da riportare in classe, in chiave interdisciplinare.  Il messaggio principale che si è voluto dare, oltre a quello della impellenza di analizzare i linguaggi utilizzati in aula e fuori con estrema attenzione per non passare da un razzismo positivista ad uno più subdolo di tipo etnico-culturale, è che  il migrante, per come si stanno evolvendo le strategie politiche ed economiche rappresentano purtroppo un comodo capro espiatorio cui fare convergere diversi malcontenti popolari.

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