In nome del Coronavirus

Una serie di 6 articoli, (il link alla fine di pag.3 di questa premessa), commentano quello che si sta rivelando come uno degli esperimenti più vasti e pervasivi di controllo sociale della storia fondato su angoscia e paure create ad arte in un mix di scelte politiche contradditorie e conoscenze scientifiche mal divulgate o divulgate ad arte per esercitare un potere che non ha più bisogno della violenza istituzionalizzata perché sia accettato passivamente.

Dall’iniziale minimizzazione del rischio all’induzione del panico provocato da tardive delimitazioni tramite zone rosse associate a quarantene e chiusure di diversi spazi sociali e solo parzialmente dei settori della produzione capitalistica; parallelamente ad una pseudo-preoccupazione paternalistica per la salute di una cittadinanza impaurita, si è affiancata una politica di gestione dell’emergenza dalle ”scarpe di cartone” che ha portato (ad oggi) ad oltre 140 decessi tra i medici ed un tasso di contagio del personale sanitario ancora in ascesa pur trovandoci ormai nella fase ”matura” della pandemia. (SEGUE A P.2)

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