La scuola della Repubblica della Banane

A proposito di questo, sempre in nome dell’autonomia, i pochi spiccioli che arriveranno serviranno per formare i dinosauri che insegnano a scuola e trasformarli in ”smart-worker” e per tablet e PC da distribuire come mancia. Nell’intervista Borrelli parte dai sistemi di valutazione standard della ricerca, per passare a quelli che investono e infestano la scuola pubblica da oltre dieci anni per opera dell’INVALSI, per finire con la valutazione del periodo pandemico con una prova INVALSI che partirà a settembre: non si investono soldi nella scuola, né in risorse materiali né umane, si fanno entrare i privati da ogni finestra lasciata aperta e tra questi ci sono le multinazionali delle piattaforme digitali che senza colpo ferire, sono entrate, ulteriormente nelle nostre case, nelle scuole, con la forza d’urto dei software proprietari, dei contenuti digitali, del ”marchio” che in quanto ”moderno” metterà da parte quella figura antiquata dell’educatore che pretenderebbe di far crescere il senso critico dei propri allievi e la voglia di conoscere con la propria testa il mondo per poi cambiarlo, in meglio. (SEGUE A PAG.3)

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