Le opere inutili: non è andata ”tutto bene”

Pubblico una mail (a pag.3) di Nicoletta Dosio, insegnante, ora pensionata ma più che mai impegnata nella lotta ai soprusi all’ambiente perpetrati da un’economia capitalistica ”estrattiva”. Nel caso del TAV siamo in presenza di un’economia addirittura ”perforante” che infligge buchi, scorie di amianto lasciate qui e là e devastazioni ai piedi delle montagne in Val di Susa che i recenti fatti pandemici, le evidenze scientifiche dello ”spillover” e i cambiamenti climatici dovrebbero indurre a preservarla come patrimonio ambientale sacro. Non è andata ”tutto bene” come vorrebbe far credere la retorica di un regime che ha affrontato la pandemia nel modo peggiore tra tutti i paesi del mondo, col tasso di letalità tra i più elevati, con un numero di operatori sanitari deceduti che urla giustizia, con intere generazioni di anziani che in alcuni distretti sono letteralmente scomparse e con esse la loro memoria storica. Il capitolo RSA rappresenterà la vicenda giudiziaria che arricchirà le cronache giudiziarie nei prossimi vent’anni così come lo sono state quelle riguardanti le morti per amianto. (SEGUE A PAG.2)

”Amici miei” e la super…azzolina

Privato e privato sociale a gogo‘, parrocchie, sale concesse da comuni biblioteche, ecc. ecc. con la scusa della ”scuola nel/sul territorio” e con lo slogan pietistico ”adotta una scuola”: non c’è nulla di concreto nel piano per il cosiddetto rientro in sicurezza a settembre, tanto meno proprio in favore dell’aspetto sanitario visto che non c’è un piano integrato di restauri e/o ampliamenti di ex-edifici del patrimonio scolastico già all’opera o previsto a breve. Quindi quale distanziamento? Sul piano delle risorse umane è inutile girarci intono perché non vi saranno assunzioni aggiuntive ma semmai un po’ di stabilizzazioni (forse) a partire dall’autunno ma con benefici a decorrere dall’a.s 21/22. Il miliardo di investimenti annunciato basterebbe a malapena per assumere in modo aggiuntivo poco meno di 40mila unità ovvero meno del 5% dell’organico attuale ma dal momento che verrà gestito in vari modi dalle Regioni è indubbio che si riuscirà a fare solamente un maquillage delle strutture esistenti e nulla verrà investito in risorse umane che peraltro sarebbero essenziali proprio per le sanificazioni oltre che per garantire un docente ogni 15 allievi come avviene in quei paesi dove la scuola rappresenta un patrimonio prezioso per la comunità da tutelare il più possibile in questi tempi di esigenze di distanziamento. La soluzione è quindi lo scaglionamento orario, gli sdoppiamenti da incastrare con la teledidattica tanto agognata dalle multinazionali delle ICT. Pubblichiamo quindi un documento che fa il punto su tutti gli aspetti distruttivi di questo piano di rientro in pseudo-sicurezza in una pseudo-scuola. Si tratta di un documento condiviso durante un collegio docenti di un prestigioso liceo romano, il Virgilio, e approvato a maggioranza come mozione (prosegue a pag.2) :

Non vogliamo ”eroi” ma semplicemente professionisti

Un documento elaborato dal Comitato Nazionale contro ogni autonomia differenziata sul disastro del SSN italiano

Le Regioni vanno un po’ in ordine sparso e quelle più ricche offrono prestazioni migliori e quelle povere, si spera, non debbano affrontare gli stessi numeri del nord nell’affrontare il Covid19. La pandemia è stata sicuramente affrontata in ritardo e molti errori gravissimi sono stati fatti in momenti cruciali ma a parte i numerosi casi che verranno affrontati dalla magistratura è in questione il disastro di una sanità ”tagliata” e pesantemente privatizzata. Per questo i medici deceduti, ad oggi (14 aprile 2020) 109, sono uno scandalo e vanno considerati non come eroi ma delle vittime di un sistema che ha privilegiato gli interessi di banche, poteri forti, il totem del pareggio di bilancio e per finire il mito del ”privato è bello”, soprattutto al nord. Peccato che le terapie intensive, molto poco remunerative, oggi servano come il pane ma anche ieri,
in tempi non sospetti, se ci fossero state, avrebbero salvato molte più vite . Qui sotto presentiamo la ”guida alla lettura” dell’accuratissimo documento sullo stato della sanità che ha portato, dopo un processo di smantellamento degli ultimi 10 anni, all’odierno collasso del sistema cui il Covid19 ha dato solo l’ultimo colpo di grazia. (a cura di Loretta Mussi, dell’esecutivo nazionale del Comitato contro ogni autonomia differenziata)

La teledidattica ai tempi del Covid19 e del ”fantasma” CINECA

Ovvero del ”regalo” del MIUR alle multinazionali
delle piattaforme


Con un decreto dell’8 aprile 2020 il Governo italiano su indicazione dei ministri competenti per materia ha regolato d’imperio l’uso della teledidattica per mantenere una parvenza di continuità didattica. La prima stonatura, una delle tante nella vicenda del ”distanziamento didattico”, peraltro tardivo, suggerito da ovvie necessità sanitarie, sta proprio in questa necessità di indicarla come imprescindibile, quasi obbligatoria, come se la professionalità e senso del dovere degli insegnanti non bastassero a convincere il ministero di un impegno, ovvio, offerto sul campo.

Lettera aperta affinché la ”voglia di riemergere” non ci faccia ripiombare in un’altra quarantena di massa

Inviata al responsabile nazionale della Protezione Civile, al Primo Ministro e alla responsabile del Servizio Tecnico Scientifico Biologico dell’I.S.S.

egr. dott. Borrelli, Sig.Primo Ministro, dr.ssa Nicolini,

mi chiamo Stefano Bertoldi, sono un insegnante della scuola pubblica ma anche giornalista free-lance e attivista sindacale impegnato come sociologo nelle ricerche condotte dal CESP, Centro Studi Scuola Pubblica dei Cobas della Scuola. Vi scrivo queste poche righe affinché valutiate l’ipotesi di un piano nazionale di screening sugli ”asintomatici” così come descritto dalla ricercatrice Luisa Bracci Laudiero del CNR Immunology Network (Cin) in un recente articolo apparso sull’ADN Kronos. Proprio ieri, infatti, ho raccolto molti consensi tra i miei colleghi e in tutte le reti/chat informali cui partecipo, rispetto all’assoluta necessità di approntare un piano nazionale per l’individuazione attraverso specifici test su prelievi del sangue dei positivi asintomatici oltre che dei soggetti che sono venuti in contatto col morbo e sono ora immuni.