La fine della democrazia

Le motivazioni dell’archiviazione del procedimento a carico di Salvini indicate tra virgolette dal giudice della Procura di Catania sul caso della nave Diciotti indicano la fine della democrazia e decretano ufficialmente la fine della divisione dei poteri. Questo fatto andrà ricordato sui futuri libri di storia contemporanea che racconteranno di come, formalmente in linea con le procedure, anzi all’interno dei margini di discrezionalità delle stesse, si sia attuato un GOLPE strisciante che ha di fatto instaurato un potere fortemente autoritario e antidemocratico. Leggi tutto “La fine della democrazia”

La comunicazione politica in situazione di emergenza “democratica”

 

In una società avviata verso un modello repressivo, autoritario, in cui la lotta ai poveri non è dichiarata ma viene veicolata  come giusto rimedio allo sperpero che avremmo attuato nell’era in cui tutti noi vivevamo al di sopra delle nostre possibilità (?!) e in cui la tecnica sempre attuale del capro espiatorio e di altri strumenti di distrazione di massa sono vincenti, occorre rimboccarsi le maniche e attuare una NUOVA FORMA DI COMUNICAZIONE per indirizzare la rabbia popolare, finalmente, verso le vere cause del loro malessere materiale e immateriale…

Un affare di famiglia: metafora di una società repressiva

Il regista giapponese Kore-eda Hirokazu in “Un affare di famiglia” nelle sale in questo primo scorcio autunnale, ha ben chiaro che la Famiglia non è – o meglio, non è “solo” – una questione genetica: affetto, attenzione e tenerezza possono fare la differenza, fino al punto che famiglia di provenienza e famiglia acquisita si confondono in un tutt’uno. In tempi di gran rispolvero delle teorie genetiche dei primi decenni del ‘900 aggiornate dalle più “tecnologiche” mappature che ciclicamente tentano di rispedire al mittente i fattori ambientali, sociali, educativi, ecc., questo film, toccando il cuore, ci ricorda un po’ il Ragazzo selvaggio di F. Truffaut.  Leggi tutto “Un affare di famiglia: metafora di una società repressiva”

La curva del “grande Gatsby”: l’Italia è tra i primi della lista

Cosa c’entra il protagonista del famoso film interpretato da Robert Redford e Paul Newman e prima ancora del libro di F.S.Fitzgerald  in un discorso economico ? Il self made man in questione, alle soglie dell’abisso in cui si stava gettando l’Europa con gli USA pronti a sostituirsi all’impero britannico e a spartirsi il mondo con la nascente Unione Sovietica, oggi si può dire che sia definitivamente tramontato. Ormai da alcuni decenni e in particolare dopo la crisi del 2007/8 , nata come nel 1929 da una crisi finanziaria, si sottolinea come la curva di Gatsby che correla gli indici di disuguaglianza con quelli della mobilità sociale: l’italia si trova tra i paesi, tra cui, guarda caso, proprio USA e Gran Bretagna , in cui è alta la disuguaglianza di reddito e bassissima la mobilità sociale.

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La lotta ai poveri (e tra poveri) passa dai precari

Il precariato nella scuola, come ogni altro fenomeno (anche) organizzativo non è un accidente, una disgrazia ineluttabile, piovuta dall’alto e nemmeno una semplice “cattiva” organizzazione. Passando attraverso la vecchia strategia del “divide et impera”, il potere, l’establishment e le élite che usano il ceto politico e dei tecnocrati/burocrati, utilizza la figura del precario come veicolo per diffondere un “modello di vita” e lavorativo accettabile, plausibile; Leggi tutto “La lotta ai poveri (e tra poveri) passa dai precari”

Percezione e realtà

Nella vita moderna niente è più efficace di un luogo comune: affratella il mondo intero. (Oscar Wilde)

Nel confine labile tra percezione e realtà, ovvero tra la realtà fattuale, statistica, oggettiva, senza interpretazioni di sorta e senza influenze di una qualsiasi “agenda setting” e la sensazione che tali fenomeni generano nell’individuo, si gioca spesso la cattiva politica: il “sentito dire”, un’esperienza personalissima tragica, rispettabile ma che non  può assurgere a fatto paradigmatico per una società, sono alcune delle leve cui la cattiva politica, appunto, fa riferimento per aizzare, convogliare, l’opinione pubblica. I mezzi di distrazione di massa così come li definisce Noam Chomsky, in questo caso, sono appunto le percezioni indotte, dal “sentito dire”, dal facile luogo comune, Leggi tutto “Percezione e realtà”

Interviste sul campo per una contro-narrazione sul tema delle migrazioni

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Testimonianze dirette di un sociologo sul campo, sul tema dell’immigrazione, dell’inclusione sociale e del lavoro. Si parte spesso da uno stereotipo e pregiudizio per fornire, laddove possibile, una contro-narrazione per evitare che si compia il progetto di appiattire verso il basso, ovvero alla stregua di fake-news tutto ciò che viene pubblicato sui social-network. Leggi tutto “Interviste sul campo per una contro-narrazione sul tema delle migrazioni”

Le parole sono importanti

Ogni epoca dittatoriale si preannuncia con una cultura strettamente funzionale ad essa ed in particolare da una narrazione dei fatti, da quelli economici a quelli sociali, assolutamente di parte. Tale narrazione, per la sua reiterazione, oggi amplificata oltre che dai mass-media mainstream (in Italia ormai quasi tutti) dai social-media e dai cosiddetti “influencer” che agiscono attraverso blog e siti web è potentissima perché plasma il pensiero dall’alto di un’autorevolezza acquisita negli anni, sia sui media di ispirazione “progressista” sia su quelli più conservatori: la differenza, tra gli uni e gli altri, in quanto a linguaggio, significati e significanti, si è ormai assottigliata. Leggi tutto “Le parole sono importanti”

L’autoritarismo che fa ombra alla democrazia

Era un bel po’ che dopo essermi fatto sfuggire dalle sale cinematografiche il film di Daniele Vicari, desideravo vedere, Diaz a mente fredda e con i ricordi sedimentati e riposizionati anche dalle sentenze giudiziarie per i fatti a latere del G8 di Genova; è stato un colpo vedere l’esternazione del sadismo umano in divisa cioè quella banalità del male che emerge in molti individui allorquando l’impunità è garantita, appunto, dalla divisa: la ricostruzione è fedele ma forse incompleta perché in poco meno di due ore non è semplice racchiudere le violenze di giorni interi.  Leggi tutto “L’autoritarismo che fa ombra alla democrazia”